Oscar Pistorius lascia il carcere, ma non è ancora finita


L’atleta paralimpico ha scontato uno dei cinque anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Ma il 3 novembre c’è il processo d’appello.

Non può esultare. Né tornare a correre. Dopo un anno dietro le sbarre Oscar Pistorius, che la notte di San Valentino del 2013 uccise con quattro colpi di pistola la fidanzata fotomodella Reeva Steenkamp nel bagno della sua villa in Sudafrica, ha lasciato il carcere di Pretoria per gli arresti domiciliari. Lo ha fatto senza sorrisi, incrociando le dita: il 3 novembre comincia infatti la procedura d’appello, che potrebbe farlo ripiombare in prigione per molti anni. 

La Corte Suprema è chiamata a decidere sul ricorso avanzato dall'ufficio del pubblico ministero, che ha impugnato la sentenza datata ottobre 2014.
La quieta giudice nera Thkozile Masipa ha creduto alla sua verità: che quella notte pensava che dietro la porta non ci fosse la fidanzata ma un intruso. L’accusa ritiene invece che il processo sia da rifare, e che Pistorius uccise Reeva sapendo che c’era lei nella toilette. Se fosse ri-giudicato colpevole per omicidio volontario, potrebbe tornare libero tra 15 anni. 

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