Decreto vaccini: Lega e Movimento 5 Stelle fanno muro










Vaccini sospesi tra fiducia e diffidenza. Esaltato o stroncato dalle opposte tifoserie è approdato ieri nell'Aula di Palazzo Madama il decreto che impone l'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione a scuola, accolto da un sit-in di protesta organizzato davanti al Senato da famiglie contrarie all'imposizione della profilassi. Clima dunque non ideale per affrontare con serenità un confronto su questioni che riguardano la salute pubblica e che invece rischiano di essere strumentalizzate per accaparrarsi il favore dei tanti cittadini disorientati da un bombardamento di informazioni spesso non supportate scientificamente. In Commissione Sanità a Palazzo Madama è stato raggiunto un accordo su alcune sostanziali modifiche all'impianto originario del decreto che dovrebbero permettere al provvedimento di essere approvato in modo veloce e indolore. Ma sono ancora molti gli scogli da superare a cominciare dai 300 emendamenti presentati dalle opposizioni. La Lega è salita sulle barricate ed è pronta a invocare il voto segreto e dunque il governo e il Pd hanno deciso di tenere pronto il jolly, autorizzando la fiducia. Ieri sono state respinte le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Lega e M5S che negano vi sia un'emergenza sanitaria tale da richiedere un provvedimento di urgenza, comunque bocciato come «incostituzionale» perché tra l'altro, accusano sia leghisti sia grillini, viola la libertà personale rispetto alla scelta delle cure. Forza Italia ha invece votato contro le pregiudiziali di costituzionalità. Dopo la discussione generale oggi si cominceranno a votare gli emendamenti. E di fronte a un rallentamento pericoloso del dibattito si romperanno gli indugi e il governo porrà la fiducia.

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