Bonduelle richiama gli spinaci surgelati: possono contenere mandragola (erba velenosa)











Rischio chimico legato alla presenza di mandragola, un’erba infestante velenosa. È questa la motivazione che ha spinto «Bonduelle» a ritirare e richiamare dal mercato un lotto di spinaci millefoglie surgelati (confezioni da 750 grammi).  
Le confezioni coinvolte nelle operazioni di richiamo - come da indicazione riportata anche sul sito del Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_PubblicazioneRichiami_140_azione_itemAzione0_files_itemFiles0_fileAzione.pdf) - appartengono al lotto numero 15986504-7222 45M63 08:29, con scadenza agosto 2019.  
Il prodotto, confezionato dall’azienda Gelagri Iberica di Navarra, è distribuito in alcune catene di grandi supermercati del Nord Italia. Un episodio analogo era accaduto anche un mese fa, con le confezioni di spinaci a marchio «Buongiorno» (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_PubblicazioneRichiami_119_azione_itemAzione0_files_itemFiles0_fileAzione.richiamoprodottol.24211071m2.pdf) vendute nei negozi Unes e Iper. I prodotti in questione, se ancora conservati nel congelatore, non devono pertanto essere consumati.  
La scheda diffusa dal Ministero della Salute  
La pianta velenosa, resa famosa da Machiavelli nell’omonima commedia, fa parte della famiglia delle solanacee: la stessa a cui appartengono il tabacco e la patata, giusto per citare due specie diffuse e destinate a utilizzi differenti. Molte specie non sono indicate per il consumo umano se crude, in quanto contengono alcaloidi psicoattivi, tra cui anche la solanina (contenute anche nella buccia delle patate). I sintomi dell’intossicazione da mandragora sono confusione mentale, vertigini, nausea, diarrea e malessere generale. In mancanza di un rapido intervento, come spiegato sul sito del Centro Antiveleni di Milano, possono arrivare fino al coma e alla morte. In seguito all’ingestione di mandragora, che soprattutto nel periodo autunnale capita di raccogliere e scambiare con la borragine, occorre somministrare un antidoto specifico, la fisostigmina. 

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